Nonostante la navigazione fluviale possa sembrare secondaria rispetto a quella marittima, ha sempre richiesto una grande abilità ed esperienza.

I barcari erano naviganti esperti e instancabili lavoratori che, dall’alba al tramonto, percorrevano per secoli i canali del Veneto trasportando merci, persone e notizie, soprattutto verso Venezia e la Laguna.

L’equipaggio dei burci e chiatte era solitamente composto da tre persone: il capobarca o paròn de barca, il marinaio (marinèro) e l’apprendista, detto toso de barca, spesso appartenenti alla stessa famiglia.

La vita dei barcari si svolgeva quasi interamente a bordo, lontano da casa per lunghi periodi e con rari contatti a terra, limitati alle soste nei porti lungo la tratta.

Con l’arrivo delle ferrovie e delle imbarcazioni a motore, questa professione è progressivamente scomparsa; gli ultimi barcari hanno però custodito e tramandato la memoria del loro mondo, contribuendo alla nascita del Museo della Navigazione Fluviale.

Porta alla luce la storia dell’acqua

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